Appalti: offerta più vantaggiosa o massimo ribasso? Procedura negoziata o aperta?

La carenza di bandi di lavori che ha colpito soprattutto la fascia delle piccole opere ha esasperato la concorrenza tra le imprese che partecipano a un singolo appalto. La scelta se concorrere o meno riguarda anche il tipo di procedura (aperta o negoziata) e il criterio di aggiudicazione stabilito dalla stazione appaltante: tra offerta economicamente più vantaggiosa e massimo ribasso sono sempre di più le imprese che fanno distinzioni alla base, sia per i costi di partecipazione che per le possibilità di vincere la gara.

 
Commenti (8) Trackback Permalink | 17.02.2012
Scritto da:
Alessandro Lerbini
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8 risposte a Appalti: offerta più vantaggiosa o massimo ribasso? Procedura negoziata o aperta?

 
Commenti
 
  1. Michele Vitale scrive:

    Sono titolare di una piccola impresa edile che aveva un organico medio annuo tra le 20/30 unità nel periodo antecedemnte lo scoppio dello crisi (2009), oggi siamo rimasti in 4.
    Voglio evidenziare oltre i problemi ormai conosciuti che attanagliano la nostra categoria quali la scarsità di risorse pubbliche per gli investimenti relativi alle piccole opere e i ritardi dei pagamenti relativi al lavori svolti, problemi ancora piu gravi relativi alle norme per l’appalto dei lavori pubblici.
    Come evidenziato anche dalla Corte dei Conti in una sua relazione, nonché dalla stessa Autorità sulla Vigilanza dei Contratti Pubblici, la possibilità di appaltare i lavori mediante il sistema della procedura negoziata per gli appalti dei lavori fino a un milione di euro deciso dal governo Berlusconi nel decreto del Maggio 2011 (la soglia precedente era di € 500.000,00) ha di fatto fatto scomparire dal mercato quasi il 70% dei bandi di gara.
    Il sistema della procedura negoziata permette alle amministrazioni di contattare poche ditte (di sua fiducia!!!!!). Lascio comprendere quello che avviene nella quasi totalità dei casi.
    L’uso ormai legalizzato ed indiscriminato della procedura negoziata semplificata porterà prossimamente tra l’altro in notevole difficolta’ economiche la stessa AVCP (Autorita Vigilanza contratti pubblici) per il fatto che il contributo di gara non sarà piu’ versato nel caso di asta pubblica aperta, supponiamo da 100 imprese partecipanti, ma solo da quelle poche che si contano sulle dita di una mano.
    Altro gravissimo problema sono le gare di appalto con il sistema dell’offerta economica più vantaggiosa.
    E’ un metodo che non va così come adesso è strutturato. Questo sistema sta di fatto legalizzando la corruzione in tutta l’Italia. Gli appalti vengono nella quasi totalità dei casi assegnati prima del tempo.
    Nel mio caso dopo aver partecipato a molte di queste gare inutilmente, con notevoli oneri economici dovuti per il pagamento ai tecnici del loro compenso professionale, mi sono rassegnato e pertanto ormai non parteciperò a questo tipo di gara essendo perfettamente inutile…

    Come per le procedure negoziate anche l’uso ormai indiscriminato delle aggiudicazioni delle gare con il sistema dell’offerta economica più vantaggiosa anche per lavori di modesti importi (perché il metodo è ideale per truccare la gara) sta portando notevole danno econimico alla AVCP, nel senso che pagano il contributo solo poche ditte (1, 2 al massimo 3) in luogo del pagamento da parte di circa 100 ditte in caso di applicazione dei sistema del massimo ribasso con l’esclusione automatica delle offerte anomale .
    Credo che sarebbe opportuno con la massima urgenza approntare le seguenti modifiche al codice degli appalti al fine di rendere molto più trasparenti le procedure delle gare di appalto per non penalizzare le stragrande maggioranza delle piccole imprese:
    1) Abbassare la soglia consentita per gli appalti mediante procedura negoziata al massimo di 200.000,00 euro
    2) Utilizzare il sistema delle gare con il sistema dell’offerta economica più vantaggiosa solo nei casi di lavori complessi e tecnologicamente avanzati e solo per gli importi superiori alla soglia comunitaria di € 5.000.000,00, utilizzando per gli appalti sotto soglia comunitaria il sistema del massimo ribasso con esclusione automatica delle offerte anomale.
    Facendo queste modifiche l’intero sistema diventerà molto più trasparente e ne potrà beneficiare la stessa AVCP nel senso che vedrà aumentare sensibilmente gli introiti dovuti per il pagamento della tassa sulle gare.

  2. ing. Robero Iodice scrive:

    L’intervento di Michele Vitale, più che uno sfogo è un grido di dolore, che merita rispetto.
    Il titolare di una piccola impresa edile lamenta la scomparsa dal mercato del 70% dei bandi di lavori sotto la soglia di 1 milione di euro, per effetto della procedura negoziata, e il criterio dell’aggiudicazione con l’offerta economicamente più vantaggiosa, alle cui gare ha rinunciato a partecipare avendo compreso che, a fronte degli oneri non trascurabili che sostiene, è un sistema che “sta di fatto legalizzando la corruzione in tutta l’Italia”.
    Premetto che in qualità di Commissario ad acta per le attività ex Agensud del Ministero dell’agricoltura sono responsabile dell’attuazione di programmi infrastrutturali irrigui nelle regioni meridionali per complessivi 730 milioni di euro relativi a oltre 70 lavori; solo due di questi affidati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
    Sono convinto anche io che, salvo particolarissimi appalti nei quali può essere utile il contributo tecnico dell’Impresa, sia enormemente più lineare, economico e trasparente il criterio del massimo ribasso. Trovo addirittura inspiegabile, se non per la maliziosa (ma realistica) motivazione del piccolo imprenditore, non ricorre al massimo ribasso negli appalti sotto la “nuova” soglia dei 5 milioni di euro, che consente di aggiudicare i lavori in tempi brevissimi, con rischio di contenzioso quasi nullo e con un buon risparmio per il pubblico erario. In presenza, ovviamente, di un progetto esecutivo decente e di un’accorta direzione lavori.
    Mi sembra di rivivere, aggiornata, l’orgia degli appalti pubblici aggiudicati con il famigerato art.24, lettera b, della legge 584/1977, con il quale si dilatavano gli elementi “qualitativi” (discrezionali) dell’offerta, e si riduceva quello oggettivo (il prezzo), ed i cui effetti il Paese sta ancora pagando!
    Naturalmente non si può generalizzare: conosco diversi seri funzionari di stazioni appaltanti insensibili ad indebite pressioni, ma è miope, a mio avviso, non affrontare seriamente il tema.
    La voce del piccolo imprenditore non è la sola, ma spesso resta soverchiata da quanti vedono nel “massimo ribasso” la causa di tutti i mali delle opere pubbliche. Anche allo scrittore Roberto Saviano, pur apprezzando la sua battaglia per la legalità, suggerirei maggiore prudenza nelle sue affermazioni quali: “il criterio del massimo ribasso serve alla mafia per riciclare il denaro sporco”. Dovrebbe sapere che la mafia c’è dove ci sono affari convenienti, e si infila bene nelle pieghe della “cattiva discrezionalità” delle stazioni appaltanti.
    Sig. piccolo imprenditore non molli. Non è solo!

  3. Francesco scrive:

    E’ da oltre due anni, che nel campo degli appalti dei lavori pubblici si assiste ad un inquietante fenomeno:

    Proliferano le aziende con attestato SOA e diminuiscono gli appalti in percentuali preoccupanti.

    Sembra una contraddizione in termini, se non fosse che la proliferazione degli attestati SOA, riguarda aziende che cambiano ragione sociale o che ottengono la loro prima iscrizione in virtù di qualche subappalto, magari ottenuto a prezzi da capestro, mentre la scomparsa delle gare d’appalto è dovuta unicamente alle nuove procedure tramite le quali; o non se ne viene proprio a conoscenza o il sistema di aggiudicazione è tale che scoraggia qualsivoglia partecipazione.

    Ora, premetto, che il grido del Presidente della Corte dei Conti, rivolto alla corruzione nella pubblica amministrazione sembra oramai non preoccupare più, per la sua ripetitività( Se vi guardate la relazione della Corte dei Conti del 1992 sembra l’esatta fotocopia dell’ultima), che a mò di cantilena sembra un qualcosa che ci tocca doverosamente sorbirci, ma che comunque sembra non preoccupare nessuno , forse perché fa comodo a tanti.

    In questo contesto, si collocano le ultime decisioni in materia del Codice degli Appalti, che legalizza la ex trattativa privata , ora procedura negoziata o ristretta, portandola alla stratosferica cifra di 1.500.000 Euro in base alla quale il Responsabile del Procedimento ha la facoltà di invitare cinque imprese, le quali sistematicamente, tranne in alcuni rari casi, si aggiudicano tali lavori a prezzi incredibilmente vantaggiosi.

    Si inserisce ancora, la licitazione privata semplificata, enormemente ampliata e poco pubblicizzata, dove sistematicamente anche in presenza di interesse da parte di Imprese di fuori territorio, vengono invitate, magari con finti sorteggi(Specialmente quando si tratta di uno o due appalti) solo imprese locali o altre imprese comunque affini e complici di queste, magari da fuori regione.

    Che si vuol dire: Si vuol dire che l’estrema discrezionalità di questo tipo di appalti, consente di poter fare, ammantandole di finta legalità,operazioni che più fanno comodo.

    Pensate poi all’ammanco che si viene a generare nella casse dell’ AVCP, che incasserebbe da queste gare, se fossero a partecipazione libera circa 8.000 Euro a gara( Partecipazione media n° 120-130 Imprese a 70 Euro a partecipante) . Se poi moltiplichiamo questo valore per circa 5.000 – 6.000 gare all’anno si ha un mancato reddito di circa 42. milioni di Euro.

    Ma ammanco più grave per le casse dello Stato, sono i ribassi che a fronte di una media del circa il 20/25% precipitano a circa il 5 – 6 %.

    Basta fare un po’ di conti: Ci provo io un attimo:

    N° gare circa 5.000 per un importo medio di circa 500.000 fa un importo totale di circa 2.5 miliardi di euro sul quale si potrebbe cosi ottenere un risparmio di circa 500 milioni di Euro.

    Ma sicuramente le vostre strutture saranno in grado di fare conti più precisi, ma vedrete che non si discosteranno molto da quelli che molto artigianalmente vi sto sottoponendo.

    Cinque o sei Anni fa, l’AVCP, a fronte di proventi particolarmente sostanziosi e quando non esistevano tali tipi di gare, decise di abbassare gli importi delle tasse per la partecipazione alle gare di appalto, aumentandole poi di circa il 70% due anni fa quando si accorse che i proventi erano sostanziosamente diminuiti.

    All’epoca al danno si sommò la beffa, perchè Aziende come la mia che avevano scelto di non partecipare al massacro delle gare a max ribasso e a quelle con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla quale parleremo dopo e che comunque non venivano prese in considerazione neanche nella licitazione privata semplificata, si trovarono nella condizione di rifondere somme all’AVCP che erano sparite proprio per scelta governativa.

    Vi invito a fare poi una ricognizione , magari a campione, presso gli Enti che adottano tali sistemi, per scoprire che il tutto è giustificato dall’estrema urgenza(facile da documentare, basta una relazione e qualche foto ben scattata) e da partecipazioni sempre al limite ed aggiudicazioni a volte veramente ridicole.

    Qual è il risultato di tutto questo: E’ che sparisce circa il 50% degli Appalti, mentre un altro venti per cento sparisce per il rifiuto di tante aziende del settore di partecipare alle gare con l’offerta economicamente più vantaggiosa.

    E veniamo a quest’ultima che ricorda quasi integralmente la legge 584/1977 art 24b, abolita poi sull’onda della lontana tangentopoli del 1992, per riproporla (non ricordo bene) circa cinque anni fa(potete verificare meglio voi), dando la facoltà agli Enti Appaltanti di avvalersene per appalti di qualsiasi tipo ed importo, a differenza della vecchia L 584/77 che la prevedeva solo per opere di particolare complessità tecnica.

    Ed allora si è assistito in questi anni , specialmente in alcune Regioni(Es. Puglia e Campania vicine a noi) all’esplosione di questi tipi di appalti.

    Per la verità ci siamo confrontati anche noi, una volta in Puglia, due volte in Campania, una volta in Calabria ,una volta in Toscana ed una volta in Basilicata( Appalto TOTAL, non vi dice nulla.?), ma con scarsi risultati in termini di aggiudicazioni, ma con la sorpresa di vederci sempre superati o da Imprese locali, o da imprese che erano già presenti sul territorio e cosi via)

    Avendo dunque capito, che il sistema non offriva garanzia alcuna di trasparenza e fatti un po’ di conti(Una gara di questa costa mediamente da 3.000 a 6.000 Euro) abbiamo deciso che forse era meglio soprassedere.

    Del resto basta vedere la partecipazione a questo tipo di gare( da un minimo di 2 ad un massimo di dieci), per capire che è un affare per pochi, anzi come ho avuto modo di leggere ultimamente sulla Rivista “Edilizia e Territorio” si può definire come “sistema di corruzione legalizzato” e ne sa qualcosa anche chi scrive che a fronte di una denuncia per palesi violazioni sia dei criteri di valutazione che di quelli esecutivi, ha presentato ricorsi e denunce senza ottenere un minimo di soddisfazione perché il giudizio della commissione che esamina le offerte tecniche è inappellabile( Perfetto).

    Se poi volete vedere ed apprendere delle cose curiose, fate una ricerca(sicuramente con i mezzi a V/s disposizione vi sarà possibile) e scoprirete che si ricorre all’offerta economicamente più vantaggiosa per esempio:

    -Per la sistemazione di una strada interpoderale

    -Per la costruzione di una gabbionata lungo gli argini di un fiume

    -Per lo sfalcio dell’erba lungo la sponda dei fiumi

    -Per la costruzione di loculi cimiteriali

    -Per asfaltare una strada

    ma ne troverete anche di più divertenti ed inverosimili e per importi anche di 30 o 50 mila Euro. Scoprirete poi che questi appalti nella maggior parte dei casi vengono aggiudicate ad Imprese che hanno la sede nello stesso comune dell’Ente Appaltante.

    Se poi vorrete entrare di più nel merito scoprirete che quasi la totalità degli Appalti credo almeno il 90/95%) viene aggiudicata ad Imprese della stessa Regione.

    Di questo 90/95 % secondo me per quel poco che ho potuto dedicare alla ricerca il 50/60 % ad Imprese con sede nella stessa località dell’Ente Appaltante, il 40/45 % ad Imprese della stessa Provincia, il resto va ad Imprese della stessa Regione e solo una percentuale minima ad Imprese provenienti da fuori Regione,

    Ora, io che provengo dalla Basilicata, mi dite che speranze ho di partecipare con un minimo di possibilità ad una gara in Puglia o in Campania, visto queste percentuali e dopo aver provato tra l’altro sulla mia pelle cosa significa.

    Termino e mi scuso per la lunghezza ma con alcune proposte brevissime:

    Limitare le gare a procedura ristretta, negoziata e con licitazione privata semplificata ad un importo massimo di 200/300 mila Euro

    Limitare le gare con l’offerta economicamente più vantaggiosa solo quelle di particolare complessità esecutiva e con alta componentistica tecnologica, riservando l’esame delle offerte ad una commissione esterna, con nessun legame con l’Ente Appaltante, da nominarsi solo dopo l’esame della documentazione Amministrativa .

    Spero che questo mio appello, che è anche di tante altre aziende, venga accolto, ne sono certo vista la particolare sensibilità di questo governo alle tematiche fiscali e comportamentali.

    Se questo, potrà poi anche in minima parte porre freno alla corruzione dilagante, credetemi tanti di noi ve ne saranno eternamente grati e ne guadagneranno anche in termini economici anche le Casse dello Stato.
    Geom. Francesco Antonazzo

  4. ing. Giuseppe Lopez scrive:

    Sono socio di maggioranza e direttore tecnico di una piccola impresa della provincia di Benevento che opera esclusivamente nel settore delle OO.PP. e che aveva un organico medio annuo di 15 unità fino al 2009 ed aveva operato in diverse regioni d’Italia: Campania, Lazio, Puglia, Marche, Umbria, Piemonte, Molise. Tra qualche mese la mia impresa, che ha in organico solo 7 unità, dovrà chiudere per mancanza di commesse.
    E’ da Febbraio 2011 che non ci aggiudichiamo una gara d’appalto. Il problema di fondo della mancanza di commesse non è tanto il minor numero di appalti messi in gara per la crisi, ma l’uso abnorme dei sistemi di aggiudicazione quali: la procedura negoziata (possibile fino ad un milione di euro) e il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa (che ormai sottraggono al mercato libero e vero l’80% degli appalti). Questi sistemi di aggiudicazione hanno consentito e consentono di rendere la enorme corruzione presente nel nostro settore un fatto legale, tenendo in vita solo quelle imprese create con l’aiuto di un apparato politico-burocratico corrotto ed incapace di incidere sullo sviluppo vero del sistema paese. Quando la Corte dei Conti, analizzando i dati, giunge alla conclusione che l’illegalità, la corruzione ed il malaffare dilagano arrecando danno alle finanze pubbliche, afferma cose ovvie e che gli operatori del settore conoscono.
    Il problema della corruzione è da affrontare al più presto in quanto il settore delle OO.PP. e delle microimprese con tutto l’indotto è trainante dell’economia del nostro paese. Se il legislatore non limiterà con urgenza l’uso del sistema di gara con offerta economicamente più vantaggiosa solo a quei casi in cui è notevole la componente tecnologica e quindi un impresa può dare un contributo vero ed utile all’esecuzione dell’opera e della procedura negoziata solo in particolari casi di urgenza, dovuti a calamità o eventi imprevedibili, è del tutto inutile e fuori luogo continuare a “lamentarsi” della corruzione, dell’illegalità e del malaffare.
    Ormai siamo ad un bivio, lo Stato deve decidere se le imprese che lavorano onestamente senza pagare politici e burocrati (ma pagando i propri dipendenti) devono restare sul mercato o continuare a chiudere, lasciando l’economia legata alla realizzazione di OO.PP. in mano ad un sistema iniquo e corrotto.
    Per risolvere il problema (ma si vuole risolverlo?) non occorrono Soloni o Insigni Professori Universitari, basterebbe un poco di buonsenso ed imporre per legge l’utilizzo della procedura negoziata e dell’offerta economicamente più vantaggiosa solo a casi ristrettissimi; tornare all’aggiudicazione degli appalti con il criterio più trasparente, efficace ed economico del prezzo più basso mediante ribasso ai sensi dell’art. 82 del D. Lgs. N. 163/2006 e succ. mod. ed integraz. (con l’individuazione ed esclusione delle offerte anomale secondo i disposti dell’art. 122 comma 9 e 253 comma 20-bis del D.Lgs. n. 163/2006); creare per ogni provincia la Stazione Unica Appaltante, sottraendo in questo modo la possibilità di arricchirsi illegalmente a molti “disoccupati” che si danno alla politica (soprattutto nei piccoli paesi) solo per portare avanti il malaffare.

  5. michele scrive:

    bungiorno, sono un titulare di una piccola impresa edile iscritta all’albo artigiani, camera di comercio,inail,inps ho avuto un raporto di lavoro con una holding srl di roma per un periodo di 6/7 ani. ho eseguiti diversi lavori publici in diversi regioni d’italia. a prescendere di questi lavori eseguiti e consegnati, nella speranza che arivera un giorno che il mio colaboratore si metera in testa a darmi rimborso dei importi stabiliti al inizio del lavoro. nel marzo 2010 sono stato incaricato dal mio colaboratore a eseguire una opera publica per un totale di 720.000,00 euro in regione Umbria. dal inizio cantiere e fino al 25 magio ho soportato spese per poter afrontare supravivenza mia e ai miei operai che sono stati asunti della sua impresa. e dal genaio 2011 sto chiedendo un aconto sui lavori da me eseguiti e mi ha sempre detto di sì (apena posso ti i faccio versare…..).
    sono trascorse quasi 5 mesi e a sua risposta e sempre sì, nel tempo ho chiesto in prestito 50/20/100/30 euro al bar e alle donne delle pulizie e alcuni amici. il 25 maggio ho dovuto fermare i lavori portando tuta la documentazione a un legale e pasato una setimana dopo di che i miei compani del lavoro sono stati chiamati in uficio a roma facendoli rimborso delle giornati lavorativi il 4/5/6 giugno non so di preciso sono stato chiamato telefonicamente da mio colaboratore dicendomi di lasciare libero il cantiere che altrimente mi denuncia per ocupazione e furto, sono rimasto in atesa altri 3 giorni, e sono intervenuti 5 carabinieri e ho dovuto abandonare di corsa il cantiere con tutta atrezatura e impacatura e della mia propieta come dalle fature.
    nel fratempo e arivato un’altra scuadra e ho dovuto fare la denuncia ai carabinieri a ministeru del lavoro a altri enti pubici nienti, da fare la squadra abita e lavora in posto mio senza nesuna preucupazione, il mio legale vuole 3000 euro altrimente non puo fare nulla, chiamo i mio colaboratore e riagancia i telefono. vado a trovarlo in uficio non vuole parlare e se insisto chiama le guardie, non so cosa devo fare dopo 1 ano e 3 mesi di lavoro in forza e alcuni setimane anche di note mi trovo per le strade di roma chedendo aiuto a atri legali ma le risposti sono sempre negativi. intanto ho ricevuto 3 multe di 3500,00 euro ciascuna durante il periodo lavorativo a quel cantiere per transp.smaltimento rifiuti senza formulario ma con formuario di questa holding che cosi ha detto loro che sto in regola e che questi multe le prendono in considerazione loro e avra risolvere il probema e vi possso dire che non sono mai riuscitto a pagare un contributo per me a inps,inail e tuta la mia aministrazione della ditta e mi trovo dopo 6 ani con un debito a uficio gerit belo ciciotelo e alcuni debiti ai miei compagni del lavoro e la schiena rota in due. adesso non so se posso fare un apelo a esere asistito di qualcuno che e in grado di poter valutare e otenere il dano che mi e creato di questi sig, holding che sono a altissimi niveli di giurisprudenza e li poso dire che non po finire cosi. trovero in tempo una souzione per farli capire che non sono uno stupido anche in via legale internazionale io vi lascio un recapito tl.3475554334 e 3273062010 michele, scusate la scritura gramaticale

  6. michele vitale scrive:

    Continua il silenzio anche da parte di questa rivista che ci ospita e che noi sosteniamo con il pagamento del costo degli abbonamenti sulla VERGOGNA DELLE GARE CON L’OFFERTA ECONOMICA PIU’ VANTAGGIOSA.E’ uno scandalo inaudito che sta finendo di distruggere le piccole imprese oneste e che tutti fanno finta di non vedere perche’ ognuno ha la sua prebenda (politici funzionari pubblici pseudo tecnici commissari di commissione)La corruzzione aumenta e noi sprofondiamo sempre piu’ giu’.VERGOGNA A TUTTI QUELLI CHE APPOGGIANO TALE SISTEMA ED A QUELLI CHE FANNO FINTA DI NON VEDERE

  7. vincenzo scrive:

    SCANDALOSO VERGOGNOSO ABNORME E DIR POCO SCHIFOSO, IO HO SEMPRE LAVORATO NEL PUBBLICO DAL 1994 UNA VERA PASSIONE E TANTI SACRIFICI SONO UN’IMPRESA COME VOI CHE GRIDA IL SUO A DEI SISTEMI DI AGGIUDICAZIONI ILLEGALI ANTICOSTITUZIONALI E CORROTTI, MA LA VERA VERGOGNA E CHE SI PARLA TANTO DI CRISI DI RIDUZIONE DI SPESA DI INFRASTRUTTURE, MA SI FA FINTA DI NON CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO NEI LAVORI PUBBLICI SOPRATUTTO NELLA PROVINCIA DI CASERTA E BENEVENTO CI SONO IMPRESE IMPRESE CHE NELLO STESSO COMUNE HANNO TANTI LAVORI E NESSUNO SI INTERESSA DI COME HA FATTO AD AGGIUDICARSELI E’ TUTTO EVIDENTE SIGNORI COLLEGHI CHE SI STA ASSISTENDO AD UNA SCOMPARSA DI PICCOLE IMPRESE E CHI NE PAGHERA’ LE CONSEGUENZE MAGGIORI VI LASCIO IMMAGINARE, IO ORAMAI STO CHIUDENDO GLI ULTIMI LAVORI IN QUESTI GIORNI E NON SO SE RINNOVERO’ LA MIA ATTESTAZIONE, STO PENSANDO’ DI CHIUDERE TEMPORANEAMENTE E ASPETTARE TEMPI MIGLIORI SPERANDO CHE QUALCUNO ASCOLTI LE GRIDA DI NOI TUTTI, VERGOGNA A TUTTI QUELLI CHE APPOGGIANO TALE SISTEMA ED A QUELLI CHE FANNO FINTA DI NON VEDERE

  8. vincenzo scrive:

    salve a tutti;
    io come titolare di una piccola azienda attestata soa ,dopo l’introduzione di queste splendide norme ossia procedura negoziata e offerta economicamente piu’ vantaggiosa – sono rimasto completamente al palo, non riuscendo ad aggiudicarmi piu’ lavori ed operavo nelle zone piu ricche d’italia;
    I bandi pubblici sotto il milione sono letteralmente spariti;

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